La Storia

Gigi Melchior, Tita Bressani, Gino Causero, tre nomi all'apparenza quasi insignificanti, sconosciuti. alla maggior parte dell'opinione pubblica. Per coloro che invece coltivano con immutata passione l'amore per la bicicletta, i sopracitati assumono una rilevanza particolare: dalle loro menti infatti, nell'ormai lontano 1949 sgorga l'idea, immediatamente approvata da molti altri appassionati del pedale, di dare realizzazione concreta alla formazione di un sodalizio ciclistico: il Velo club Cividale.
Il 20 novembre dello stesso anno viene organizzata una gara a carattere non ufficiale che raccoglie però numerose adesioni, soprattutto tra atleti giovani che assecondano e interpretano immediatamente la validità del messaggio lanciato dal Velo Club.
Di lì a qualche mese (esattamente il 10 febbraio dell'anno seguente), viene, per così dire, data un'impronta '"legale" alla società: l'assemblea dei promotori approva lo statuto e conferisce le prime cariche dirigenziali. Riguardo ai colori sociali, d'obbligo l'accostamento cromatico delle tinte bianco-rosse, cioè quelle per antonomasia della città ducale.
Il primo di una lunga collana di successi va scritto a Nello Tomadini ed è datato 7 aprile 1952; nel frattempo sale al proscenio in virtù delle sue imprese Renzo Nadalutti da Premariacco, potente e coriaceo passista. La "Bottecchia", noto club della sfera professionistica, desidererebbe avvalersi dei suoi servigi, ma le imposizioni forzate da parte della famiglia vanificano le sue ambizioni.
L'anno 1953 segna l'inizio di una grave crisi in seno alla dirigenza; quattro stagioni più tardi il bel sogno sembra svanire; Cividale si ritrova addirittura senza corridori e senza club.
Ridestatosi da questo interminabile periodo di assopimento, il Velo Club riprende vigore organizzando la classica in salita" Cividale - Castelmonte che vanta vincitori del calibro di Taccone(1961) e di Zanon (1962). La stagione successiva è foriera di soddisfazioni: emergono elementi di spicco come Luciano Vescul (campione triveneto esordienti 1964 e allievi 1965), Maurizio Maranzana che innanella un cospicuo numero di successi e Ivano Cont. In questo periodo "aureo" per il Velo Club i rappresentanti biancorossi procurano numerosi dispiaceri ai colleghi veneti e lombardi, tradizionali interlocutori di "epiche" sfide.
Mentre, come per una deprecabile abitudine, i dirigenti ripiombano all'inferno accusa di nuovi conflitti, i corridori sbaragliano il campo, dominando numerosi traguardi: sono le annate 1967e 1968, nel corso delle quali si impongono De Luca, Fadon, Sant, Bernardis,Mizzaro e Qualizza (elemento, quest'ultimo, all'abbrivio di una prestigiosa carriera.
Nell’anno 1970. Il vivaio viene trapiantato addirittura nelle borgate più recondite delle valli del Natisone ed ecco apparire come per naturale conseguenza, sulle casacche  sociali in aggiunta alla denominazione precedente, la scritta Valnatisone.
Due anni più tardi, la compagine allievi, sotto la direzione di Luciano Vescul monopolizza la stagione raggiungendo la finale nazionale della Coppa Adriana. Rinnovato vigore al Velo Club viene conferito dal neo eletto presidente Cappanera (1973), al quale va dato atto del graduale e sapiente rinnovo, sia tecnico che organizzativo (la "ciclolonga" di febbraio e la notturna d'estate sono due delle "perle" della nuova gestione). Nel 1975 e nel 1976 i dilettanti di Ivano Cont impongono in più di una occasione la loro legge, anche al di fuori del perimetro regionale. L'annata agonistica successiva è caratterizzata dall'avvento del D.S. Manlio Nadalutti che orchestra con la sagacia del capace nocchiero l'organico delle compagini biancorosse, le quali compiono un notevole salto di qualità.
I risultati colti durante la stagione appena conclusa testimoniano eloquentemente della bontà dell'opera svolta. La formazione Allievi può vantare un “palmares" di tutto rispetto: 12 vittorie e numerosi piazzamenti di rincalzo.
Nota di merito per Marco Cudicio impostosi in 6 gare (tutte le vittorie sono state colte per distacco), tra cui la 20" edizione della Bassano-Enego e la Udine Subit, entrambe classiche in salita: atleta dalle credenziali intrinseche ragguardevoli che riesce ad imporsi assommando alle doti naturali un bagaglio innato di volontà ed indomabile grinta Non dimentichiamo, sempre riguardo agli Allievi (curati dal già citato Nadalutti), Adriano Miani e Renzo I Dilettanti junior del d.s. Qualizza hanno colto un solo significativo alloro con Angelo Ghergolet mentre gli Esordienti guidati dal d.s. Cont si sono distinti per la loro combattività, senza per altro raggiungere I'acuto del successo; tra i più in vista Romano, Miani e Braida. Il futuro del Velo Club Cividale si identifica nella covata degli Esordienti; ragazzi ancora in embrione che devono pagare un tributo al tempo prima di poter estrinsecare le loro doti e tradurle in sonanti affermazioni.
L'attività ciclopratistica si identifica con l'indiscusso leader regionale Franco Novelli, laureatosi campione per il Friuli-Venezia Giulia nel 1978 e 1979, senza contare il successo nell'ultima edizione del trofeo "Al Fogolar" e il lusinghiero decimo posto agli assoluti di Saccolongo 1978.
Sul piano organizzativo-promozionale, il Sodalizio cividalese dal 1974 dà vita alla "Ciclolonga", manifestazione seguitissima dagli amanti non-agonistici del pedale (ogni anno vengono raggiunte non meno di 500 adesioni). La corsa si svincola lungo Premariacco, Manzano, Corno di Rosazzo, Dolegna, Prepotto per poi approdare definitivamente a Cividale. Grosso successo riscuote pure la riunione tipo-pista per esordienti, allievi e dilettanti che si tiene nel centro di Cividale con il contorno di un pubblico entusiasta. Durante la stagione 1980 il Velo Club ha organizzato il campionato regionale allievi a Torreano, il 6. Trofeo per esordienti "Gianni Rossi", il G.P. Montina a Montina di Torreano, il Trofeo Benedil a Vernasso, il G.P. Livon per allievi a Dolegnano, oltre a numerose competizioni minori.
Ben trent’anni sono alle spalle da quel fatidico 10 febbraio 1950, ma il Velo Club Cividale Valnatisone rappresenta tuttora un invidiabile patrimonio di freschezza e di gioventù, un prezioso scrigno di passione rappresentato da quelle nuove leve, che sull’esempio dei campioni del passato, hanno scritto appassionati brani di storia ciclistica friulana.
Negli anni sessanta/settanta decolla anche l'attività promozionale del Velo Club con la costituzione del Nucleo Giovanile nel quale si formano molti ragazzi destinati ad arricchire le fila delle categorie agonistiche degli esordienti, allievi e dilettanti che riescono a raccogliere risultati di prestigio sulle strade di tutto il triveneto e anche più lontano in Italia.
Col passare degli anni la gestione delle squadre ciclistiche richiede sempre più risorse materiali e finanziarie, cosi che dopo una bella ed impegnativa esperienza nel settore dilettantistico verso la fine degli anni ottanta il Velo Club deve ridimensionare le sue ambizioni e rifondarsi: rivolgendosi ai più giovani viene allestita la squadra dei giovanissimi grazie alla quale ci si preoccupa tuttora di avviare alla pratica del ciclismo bambini fin dall'età di 7 anni.

Negli anni della sua storia il velo Club ha svolto costantemente una importante attività organizzativa mettendo in cantiere un gran numero di gare sulle strade dell'intero comprensorio cividalese. Nel suo impegno organizzativo ha avuto l'onore di allestire anche un Campionato Italiano ed un Campionato Triveneto per la categoria esordienti.